domenica 29 dicembre 2019

"La farmacia del Divino" Il suo mondo vegetativo, le erbe, le spezie...

La Salute nasce dalla "Farmacia del Divino" 

Bastano tre parole in latino attribuite a Ippocrate (460 – 370 a.C.) per spiegare bene
il principio che sta alla base del concetto di vita, cura e natura nella prospettiva naturopatica: "Vis medicatrix naturae" che tradotto significa “La forza curativa della natura”.
Ippocrate  "padre" della medicina occidentale, riteneva che la malattia fosse il risultato di un “disordine della natura”. Se torniamo alle radici della medicina occidentale troviamo quindi l'approccio naturopatico.

Il termine "naturopatia" fu coniato nel 1895 dallo statunitense John Scheel, medico a New York. Il significato odierno più accreditato della parola "naturopatia" è "sentiero della natura" per mantenere o ripristinare lo stato di benessere. Non è chiaro se il termine sia derivato da Nature's Path (Sentiero della natura) da cui, in seguito, Naturopathy; più discussa rimane l'attribuzione dell'etimo a natura e al greco pathos (simpatia, empatia, sentimento, sofferenza) ovvero "empatia con la natura".
La naturopatia o medicina naturopatica è un insieme di pratiche di medicina alternativa, i cui fondamenti teorici furono raccolti da principi salutistici di diversa provenienza, forse formulati alla fine del XIX secolo negli Stati Uniti per poi diffondersi, in diverse forme, nel resto del mondo, senza però mai riuscire a dare vita a una medicina autonoma, univocamente e coerentemente definita. Essa dichiara di avere come obiettivo la stimolazione della capacità innata di autoguarigione o di ritorno all'equilibrio del corpo umano, denominata omeostasi, attraverso l'uso di tecniche e di rimedi di diversa natura, oppure attraverso l'adozione di stili di vita sani e in armonia con i "ritmi naturali".
Le pratiche naturopatiche possono essere molto varie: massaggi, riflessologia plantare, idroterapia, cromopuntura/cromoterapia, floriterapia, climatoterapia, aromaterapia e molte altre.....

Attraverso la "farmacia del Divino" il suo mondo vegetativo, le erbe 
le spezie e tanto altro ancora, potrai imparare a conoscere ed a intuire i rapporti e le connessioni con madre natura, potrai incominciare, attraverso le letture che posterò in questo blog, il tuo percorso formativo, conoscere le proprietà e le cure terapeutiche del mondo vegetativo  e come cita la Bibbia  ricorda " Beato colui che si prende cura del proprio corpo" 
Avvia la tua prima lettura scopri il "Calicando" cliccando qui


Il mondo delle Erbe: Il Calicanto, le sue proprietà e i suoi usi

"Calicanto"

(Chimonanthus Praecox)


Il Chimonanthus Praecox, è un genere di pianta appartenente alla famiglia delle Calycanthaceae, originario dalla Cina, arbusto cespuglioso alto dai 2-4 metri, con fusti eretti e ramificati.

Le foglie sono larghe e caduche, ovate, di un verde medio, abbastanza grandi, lucide, ruvide al tatto e compaiono dopo la fioritura della pianta.

I fiori sono piccoli, ascellari, giallognoli con sfumature e screziature porporine o rosso-brunastro, molto profumati.

I rami dell'arbusto sono di un marrone scuro, mentre quelli più giovane sono di marrone tendente al rossiccio, spesso intricati, sottili e arcuati.

Durante l'inverno, quando la maggior parte delle piante è spoglia, il calicanto ci regala nel periodo che va da gennaio a marzo, meravigliosi piccoli fiori dal delicato profumo che ricorda un insieme delle fragranze di gelsomino,magnolia,giacinto e gardenia.

Calicanto


Il suo nome significa "Fiore d'inverno" e una leggenda narra: che Dio abbia voluto premiare il calicanto per aver dato ospitalità a un pettirosso durante un rigido gennaio, nessun albero voleva accoglierlo sui suoi rami e solo il calicanto, intenerito, offrì riparo al povero uccellino sotto le sue poche foglie ormai secche e giallastre.
Fù così che Dio, commosso, fece cadere nei rami di questa pianta una pioggia di stelle splendenti e profumate, che si trasformarono prodigiosamente in fiori gialli, i fiori di cera.

I fiori di cera: sono proprio i fiori del calicanto, che si presentano all'improvviso sbocciando in pieno inverno annunciando la prossima rinascita primaverile: ma il calicanto è soprattutto uno scrigno di principi attivi riequilibranti, ricca di un'energia speciale, che va sfruttata in maniera adeguata.

Scopriamo adesso le sue proprietà terapeutiche


L'estratto dei suoi fiori si dimostrano una fonte di antiossidanti e sostanze antibatteriche, ma non solo, i fiorellini di calicanto contengono composti fenolici capaci di:
  • stimolare e rafforzare il sistema immunitario e cardiovascolare
  • contrastare le infiammazioni e l'azione dei radicali liberi
oltre a mostrare un'azione espettorante utile in caso di:
  • tosse e catarro
I fiori essiccati 
  • calmano e depurano

Sapevate che: 

In Cina, il calicanto (o fiore di cera o prugna gialla) fiorisce durante il Capodanno cinese, nel dodicesimo mese lunare, ed i ramoscelli di fiore, dal colore della luna, vengono usati per 
  • decorare i capelli delle donne 
  • deodorare gli armadi, al pari della lavanda 
  • in cucina aggiunti alle pietanze
  • per aromatizzare tè e tisane, e vengono aggiunti nelle miscele di pot-pourri.
I nomi cinesi e giapponesi del calicanto sono Iàméi in cinese e rõbai in giapponese, mentre in Iran è chiamato gole yakh, ossia fiore di ghiaccio.
I fiori come molte parti della pianta del calicanto invernale, contengono oli essenziali utilizzati in cosmesi, profumeria ed in aromaterapia.

Il calicanto, il pino ed il bambù sono molto apprezzati nella cucltura cinese per la loro resistenza al freddo e sono definiti i tre amici dell'inverno o Sui Han Son You.
Nella Medicina popolare Cinese la pianta di Chimonanthus (radici e foglie) viene utilizzato per il trattamento di:
  • tosse
  • tonsillite
  • lombalgie
ed inoltre sembrerebbe avere proprietà rilassanti ed antifungine, mentre i fiori possono essere usati per la preparazione di un olio utile in caso di:
  • scottature e colpi di calore
Molti poeti cinesi hanno dedicato magnifici versi alle fioriture del Chimonanthus.
Per gli Inglesi il calicanto è conosciuto come "Wintersweet" 

Vediamo adesso gli usi di questi profumatissimi fiori di calicando

  • I Fiori secchi si possono usare per preparre una tisana, con l'aggiunta di zenzero e melissa, si ottiene un infuso aromatico dalle proprietà calmanti e depurative.
  • Se invece cercate un ricostituente ricco di ormoni vegetali particolarmente utili per rinforzarvi nel pieno della stagione invernale, ricordatevi di aggiungere nelle vostre insalate, una manciata di petali freschi di calicanto: ritroverete rapidamente le energie che vi mancano.
  • Il profumo del calicanto dà "gioia e benessere"potrete adoperarlo come si usa fare con i fiori di bach: secondo la tradizione, aiuta a superare il disagio nei momenti difficili della vita
  • il suo profumo dolce infonde forza e serenità, per questo è opportuno tenere un ramo fiorito in camera da letto, aiuterà a risvegliarsi più tonici e distesi.

Come citato prima, riassumendo, con i fiori secchi potrete preparare delle tisane, mentre con  i petali freschi delle insalate,se invece volete sfruttare le sue proprietà lenitive e antiossidanti per combattere 
  • arrossamenti
  • pelle secca e/o screpolata
  • irritazioni
causate dal clima freddo invernale (ma non solo..), potrete prerarvi un efficacissimo "Oleolito di calicanto" ottimo per proteggere la pelle del viso e delle mani, le più esposte ai rigori invernali.

Altro uso che potrete fare con questo magnifico fiore è quello di preparare un "Pot-pourri" (io personalmente consiglio quello con metodo a "umido"), ricaverne un idrolato, ricaverne l'essenza per la produzione di profumi o Acqua di colonia, saponi, creme e tanto altro.

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