sabato 25 gennaio 2020

I vari usi degli incensi


Gli incensi sono da sempre legati all’idea del sacro, del divino. 
Il loro profumo intenso e aromatico era considerato apprezzabile per gli Dei, come lo era per gli uomini, e l’usanza di bruciare cortecce e legni di piante particolarmente odorose è sempre stato molto diffuso.
L’incenso veniva bruciato durante le celebrazioni religiose, ma anche nelle case, per purificarle e tenere lontani gli spiriti maligni. I suoi vapori aromatici creavano una comunicazione con il divino, e con il regno dei morti.
Fin dai tempi più remoti il loro utilizzo è attestato presso le antiche civiltà, quasi sempre per utilizzi religiosi, ma non solo.
Oltre all’utilizzo religioso, l’incenso è stato riconosciuto molto presto, soprattutto nei paesi arabi, come un ingrediente prezioso e utilissimo nella cura di molte malattie e disagi.
Anche in ambito cristiano l’incenso venne tenuto fin da subito in gran conto.
Basti pensare che esso appare tra i doni che i Magi portarono a Gesù (in realtà appare due volte, perché la Mirra altro non è che un altro genere d’incenso).
Gli ebrei lo utilizzavano per la fumigazione, una pratica che permetteva di avvicinarsi a Dio bruciando appunto l’incenso e respirandone i fumi, e così i cristiani seguitarono a utilizzare l’incenso nelle Chiese, bruciandolo durante le cerimonie e aspergendolo sui fedeli, ma anche per disinfettare gli ambienti e purificare l’aria.
Con il termine “incenso” vengono indicate genericamente le oleoresine prodotte da diverse piante della famiglia delle Burseracee, originarie soprattutto della Penisola Arabica e nel Corno d’Africa, una zona posta ai confini del deserto, composta prevalentemente di terra e sassi, che prende il nome di “cintura dell’incenso”.
A produrre l’incenso sono in particolare la Boswellia sacra, da cui si ricava l’incenso olibano, e la Commyphora, dalla quale si ricava l’incenso di mirra.
La corteccia di queste piante viene incisa e la resina che ne fuoriesce viene raccolta. Alcune piante secernono la resina direttamente, senza bisogno di essere incise. In entrambi i casi, la resina viene poi fatta cristallizzare: solitamente occorre un mese perché sia indurita a sufficienza.
La raccolta della resina può essere effettuata fino a 12 volte l’anno, e questo garantisce una produzione costante agli uomini che vi si dedicano, in territori aridi e rocciosi dai quali è difficile ricavare altre forme di sostentamento. Infatti queste piante riescono a crescere anche in zone molto brulle e poco fertili, e le loro foglie offrono ombra e nutrimento a uomini e animali. Anzi, troppa acqua sarebbe fatale per le piante che producono incenso.
La raccolta e il commercio dell’incenso si diffuse fin dall’antichità. Tutte le civiltà del bacino del Mediterraneo, così come quelle dell’Asia minore, e molto più a Oriente, ne facevano uso, e la domanda era tale da far nascere una fitta rete di traffici commerciali. I mercanti oltre a tessuti, metalli pregiati, pietre preziose, riso, zucchero e cereali, e innumerevoli altri prodotti, portavano incenso, spezie, come il pepe, la noce moscata, i chiodi di garofano e il cinnamomo, ed essenze profumate, come il sandalo, il muschio, la canfora... Queste ultime fungevano spesso da ingredienti per la farmacopea e la cosmesi.
Immergersi nei fumi dell’incenso aiutava a combattere i 

  • dolori articolari e i reumatismi, con una potente azione antinfiammatoria.

In India l’incenso Guggul veniva usato come rimedio nella medicina Ayurvedica, per favorire 

  • il sonno e placare l’ansia e in nervosismo. 

Sempre nell’ambito dell’Ayurveda, l’incenso veniva usato per la preparazione di 

  • unguenti contro le piaghe e le eruzioni della pelle. 
Era anche bruciato per accompagnare lo yoga e la meditazione.
La medicina tradizionale cinese utilizzava la tecnica della fumigazione con l’incenso.
Ovunque si riteneva che l’incenso purificasse gli ambienti interni tenendo lontani, nello stesso tempo, malattie e spiriti maligni. 
Aiutava la concentrazione e la meditazione, permettendo di entrare in contatto con il proprio io interiore e con la divinità.
Prossimamente sempre attraverso il mio blog scopriremo i diversi tipi di incensi e le proprietà delle varie oleoresine. 
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martedì 21 gennaio 2020

Cipresso: Proprietà e Usi


Il Cipresso è un grande albero sempreverde di notevoli dimensioni, appartenente alla famiglia delle Cupresseceae. Può raggiungere l’altezza di oltre 40 metri e ha una forma conico – piramidale.
Originario dell’isola di Cipro, è oggi diffuso in tutto il mondo. Ha una corteccia sottile, grigiastra e lucida. Le foglie, squamiformi, sono di color verde cupo e contengono ghiandole resinifere. Le pigne, piccole, di colore grigio – marrone.

USI DEL CIPRESSO NEI SECOLI

Conosciuto da millenni, fu probabilmente diffuso in Italia dai Fenici. Si narra che addirittura la croce di Gesù fosse in legno di Cipresso.
Quest’albero è sempre stato importante per tutte le civiltà mediterranee, sia come rituale nel culto dei morti sia per le proprietà medicamentose.
I medici greci prescrivevano ai malati di polmoni un soggiorno a Creta, sotto le chiome dei cipressi selvatici, per le loro forti proprietà balsamiche.
Gli Egizi lo impiegavano par costruire i sarcofagi. 
I Romani ne adornavano i luoghi di culto e lo dedicavano alle divinità dell’ oltretomba.
Viene impiegato largamente nei cimiteri in quanto le sue radici non tendono a svilupparsi orizzontalmente ma in profondità, quindi non danneggiano le tombe.

PARTI UTILIZZATE DEL CIPRESSO
Si utilizzano soprattutto 
foglie e aghi, 
ma anche ramoscelli 
e pigne. 
L’estrazione si ottiene col metodo della distillazione a vapore.

CIPRESSO: PRINCIPI ATTIVI CONTENUTI
SABINOLO
FURFUROLO
ACETATO DI TERPINILE
PINENE, SILVESTRENE, CIMENE, CAMFENE

CARATTERISTICHE DEL CIPRESSO

Le prime qualità che millenni or sono vennero apprezzate nel Cipresso furono quelle 
balsamiche ed espettoranti, 
e allo scopo si usava ardere il legno e i rametti. 

Oggi la Scienza ha potuto attribuirgli altre importanti caratteristiche.

ANTISETTICHE
ASTRINGENTI
ANTISUDORIFERE
ANTISPASMODICHE
VASOCOSTRITTRICI
CICATRIZZANTI
BALSAMICHE
ANTINFIAMMATORIE

PROPRIETÀ DEL CIPRESSO 

ottimo per la cura della pelle grassa, dei capelli/seborrea

L’efficace azione ASTRINGENTE e VASOCOSTRITTRICE ne fa un ottimo elemento per il trattamento 
delle pelli grasse e impure.

Le sue proprietà ANTISUDORIFERE contribuiscono all’efficace trattamento dei quadri di
“Seborrea fluente”, dove cioè uno stato di Iperidrosi accompagna la Seborrea.

Le notevoli proprietà ANTISETTICHE riducono efficacemente la possibilità di insorgenza di anomalie cutanee dovute all’azione patogena di microrganismi su terreni favorevoli come nei casi di 
seborrea.

L’azione ANTINFIAMMATORIA e CICATRIZZANTE 
lenisce le cuti particolarmente irritate e soggette a microlesioni da grattamento. 
Anche questi sono sintomi assai frequenti negli stati seborroici.

Le proprietà BALSAMICHE offrono un sensibile benessere cutaneo.

Proprietà salutistiche del Cipresso

Gli estratti di cipresso, ricchi in polifenoli, sono indicati nel trattamento di 
emorroidi 
ed insufficienza venosa periferica 
(proprietà vasocostrittrici, astringenti, antispastiche).

PROPRIETÀ ED UTILIZZO
Astringente (tannini), 
antisettica (essenza), 
migliora la circolazione venosa e mostra un’azione protettiva sui capillari (leucoantociani).

Le foglie 
relativamente ricche di olio essenziale hanno proprietà 
balsamiche ed espettoranti, emostatiche ed antipiretiche.

La resina che si raccoglie da incisione sul tronco o che cola naturalmente, favorisce la maturazione degli ascessi ed è un ottimo 
cicatrizzante di ferite e piaghe a lenta risoluzione.
Possono essere utilizzate con proprietà digerenti leggermente antisettiche e riepitalizzanti.

I frutti, più ricchi in tannini, hanno proprietà 
astringenti, vasocostrittrici, antinfiammatorie, antiemorragiche
e vengono impiegati per
via interna ed esterna 
nel trattamento delle varici e delle emorroidi in quanto tonificano la muscolatura liscia della parete venosa così come i muscoli lisci della vescica, al punto tale di impedire la perdita involontaria di urina durante la notte.

Il legno bollito viene usato come 
pediluvio nell’ipersudorazione dei piedi.

TEMPO DI RACCOLTA BALSAMICO: Febbraio

* argomento tratto da fonti quali libri e web

lunedì 20 gennaio 2020

Alla scoperta della Cera d'api proprietà e usi

Cera d'api:per avere una pelle vellutata 
Cera d'api, proprietà e benefici per la pell
La cera d'api è largamente utilizzata in campo cosmetico e farmaceutico, questa è il materiale di partenza per la realizzazione dei favi, struttura costituita da cellette esagonali necessarie per la covata delle uova e per lo stoccaggio di polline e miele.

Pur essendo un sottoprodotto della lavorazione del miele è una "materia prima pregiata, ricca di proprietà" il cui impiego risale ai tempi antichi. Il suo profumo è delicato e ricorda quello del miele.
La produzione avviene tra aprile e maggio, ad opera delle giovani api operaie, dotate di ghiandole in grado di convertire gli zuccheri contenuti nel miele (fruttosio e glucosio) in cera, che appena secreta appare come liquido biancastro e successivamente a contatto con l'aria si solidifica, assumendo un colore che varia dal giallo paglierino al giallo-bruno.
La cera d'api oltre ad essere un materiale utile all'interno dell'alveare, possiede diverse proprietà quali:
  • emollienti, emulsionanti,filmanti e antibatteriche.
Il suo uso nella cosmesi risale all'antico Egitto, sebbene una più ampia diffusione si sia verificata grazie al Medico Galeno e alla sua "Ceratum Galeni" l'antenata delle nostre "Cold Cream".
Sebbene l'introduzione di sostanze sintetiche con caratteristiche simili ne abbia notevolmente limitato l'impiego, la cera d'api rimane comunque molto utilizzata all'interno di prodotti per il viso e per il corpo.
Ma vediamo insieme le proprietà cosmetiche della cera d'api:

Proprietà emollienti e anti-disidratanti
I lipidi presenti nella cera d'api la rendono utile nella formulazione di prodotti per le pelli secche e screpolate.

Proprietà emulsionanti
La presenza di sostanze tensioattive nella cera d'api la rende utile per la preparazione di diverse forme cosmetiche.
Gli emulsionanti sono dei composti in grado di stabilizzare preparazioni come le creme, in cui siano presenti fasi immiscibili tra loro (fasi acquose e fasi oleose).

Proprietà filmanti
Il palmitato di miricile (è il maggior costituente e il principio cristallino della cera d’api) è in grado di formare una pellicola, che protegge la superficie su cui è applicata dagli agenti esterni lesivi.

Proprietà antibatteriche
La presenza di Vit.A e carotenoidi conferisce alla cera d'api proprietà antibatteriche.
Grazie alla presenza di vitamina A,infatti aiuta la rigenerazione delle cellule.
Inoltre, è un grande stimolo per la guarigione delle ferite ed è un’alleata perfetta per combattere prurito, dermatiti e altre malattie della pelle, infatti combatte le rughe,l'acne, aiuta a mantenere la pelle idratata contrastando la secchezza cutanea e proteggendola dagli agenti nocivi esterni.
La cera d’api é stata impiegata perfino dai nostri antenati; da ritrovamenti archeologici sembra che oltre 6500 anni fa venisse utilizzata per otturare i denti e per cauterizzare ferite; tracce della sostanza sono state rinvenute in Egitto, nelle tombe, e nella grotta di Lascaux sui famosi dipinti.
Veniva inoltre usata per impermeabilizzare imbarcazioni e i romani la usavano come isolante dall’umiditá e dall’acqua per i loro dipinti murali. In epoca medievale veniva invece usata come moneta, tanto era considerato alto il suo valore.

Ma adesso scopriamo quale sono altri utilizzi e cosa possiamo fare con la cera d'api. Per usi domestici alcuni particolarmente utili sono :


1. Fare candele
Le candele in cera d’api sono più luminose, assorbono le tossine, i pollini, gli allergeni e il fumo presenti nell’aria di casa e rilasciano un profumo naturale e delicato di miele.

2. Lubrificante domestico

Se avete una porta che cigola o un cassetto che non scorre bene, provate a lubrificarli con un po’ di cera d’api e noterete subito un drastico cambiamento. Funziona bene anche sulle chiusure lampo bloccate.

3. Trattamento di bellezza per il legno
Potete unire un po’ di paraffina alimentare (60 %) alla cera d’api liquida (40%) per trattare gli utensili in legno come le ciotole, le posate o i taglieri e mantenerli belli nel tempo.

4. Sigillare una busta
La cera d’api si può usare al posto della cera lacca per sigillare le buste di lettere e inviti con un tocco personale e di charme.

5. Prevenire la ruggine
Rivestite gli oggetti in ghisa con uno strato di cera d’api per evitare che si arrugginiscano.

6. Lucidare i mobili
La cera d’api è perfetta per lucidare e proteggere i mobili. L’ideale sarebbe utilizzare un mix di parti uguali di cera d’api, olio di semi di lino e trementina (acquistabile nei negozi di ferramenta).

7. Ungere le teglie per i biscotti fatti in casa

Se avete un panetto di cera d’api, strofinatelo sulla teglia (meglio se tiepida) al posto del burro o dell’olio. Vedrete che nel tempo la teglia manterrà uno strato di cera e non avrete bisogno di ripetere l’operazione tutte le volte.

8. Lucidare e proteggere i piani in marmo dalle macchie
Strofinate un po’ di cera d’api leggermente riscaldata, sulla superficie in marmo e lasciate che si asciughi. Rimuovete quindi l’eccesso. Vedrete che il marmo sarà bellissimo e lucido. Il trattamento con la cera d’api previene anche le macchie.

9. Prevenire la corrosione del bronzo

La cera d’api previene l’ossidazione, con conseguente annerimento, degli oggetti in bronzo. E’ sufficiente preparare un mix di cera d’api (60%) e trementina (40%) e strofinarlo sull’oggetto in bronzo con l’aiuto di un panno, per creare una sorta di rivestimento protettivo. La stessa cosa si può fare anche con gli oggetti in rame.

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