sabato 1 febbraio 2020

Imbolc: la festa celtica della luce che celebra il risveglio della natura

Imbolc: la festa celtica della luce che celebra il risveglio della natura

Nel neopaganesimo e in particolare nella wicca Imbolc è uno degli otto sabbat, che attualmente si celebra il primo o il 2 febbraio (quest'ultima data più utilizzata in America, forse per una confusione con la Candelora). Nell'emisfero sud si celebra in agosto.

Il primo febbraio nella tradizione celtica si festeggia la Festa di Imbolc, la festa della pioggia, della purificazione che corrisponde alla Festa della Candelora che i cristiani ricordano il 2 febbraio.

Imbolc è la festa della luce che inizia a manifestarsi con l’allungarsi delle giornate anche se siamo ancora in inverno. In attesa della primavera, la natura inizia a dare i primi sintomi di risveglio, parliamo, quindi della festa della rinascita e la trasformazione, il momento ideale per cominciare un nuovo ciclo di vita. E’ il momento di condividere i progetti, le aspirazioni e i sogni.

Imbolc, Oimelc o Imbolg è un termine dall’origine incerta: Imbolc potrebbe derivare da Imb-folc, cioè “grande pioggia’ e in molte località dei paesi celtici questa data è chiamata anche “Festa della Pioggia”.

Invece Oimelc significa “nel latte”, mentre Imbolg ovvero ‘nel sacco” è il grembo della Madre Terra e il termine richiama i semi che stanno germinando sotto la terra e che spunteranno appena arriveranno le prime piogge.

Dea Brigid e Santa Brigida
Secondo la leggenda, gli esseri fatati si radunavano per celebrare la Dea della Luce o Brigit (o Brigantia), divinità del triplice fuoco, dell’arte, della fucina, delle tradizioni conservate e della guarigione.
In onore della Dea, ancora oggi è in uso tra i contadini appendere dei nastri colorati ai rami degli alberi di loro proprietà, al fine di esorcizzare la malasorte e di segnarli come simulacri delle malattie dalle quali intendono essere guariti. Era tradizione celebrare la festa accendendo lumini e candele. 
Imbolc, festa del fuoco
Durante Imbolc si usa accendere dei falò perché il fuoco è considerato sotto il suo aspetto di luce e di purificazione che si esprime attraverso le giornate che si allungano, il sole prepara con i suoi raggi la terra e la in vista della prossima semina e dei futuri raccolti.

Imbolc, tradizioni e simboli
Secondo la leggenda elfi, folletti, fate, ondine, benedicono di nuova luce la propria abitazione, girando per le stanze di casa in senso orario con in mano la candela bianca accesa, visualizzando la potenza della luce che permea i muri, le suppellettili e tutti gli oggetti che “vivono” della nostra esistenza.
Gli elfi si recano in un bosco o in un prato per raccogliere un dono per la propria casa come una penna d’uccello, una pietra, un sacchetto d’erbe, mentre le fate hanno il compito di spazzare fuori dall’uscio le energie morte dell’anno trascorso con la propria scopa celebrativa.

Imbolc è la seconda delle quattro grandi feste trimestrali del calendario celtico, corrispondente alla Candelora nella sovrapposizione cristiana. Essa demarca il punto mediano della metà oscura e femminile dell’anno, (dall’irlandese i mbolg che significa “nella pancia”, a indicare l’inverno gravido dell’estate ancora in potenzialità). Gli scopi principali del rito di Imbolc sono:
– purificazione tramite l’acqua e il fuoco, operata dalla sacerdotessa/Dea Brigantia/Brigid/Santa Brigida (mani, piedi e testa)
– onorare il primo germinare dei semi nel terreno, in cui la morsa del gelo invernale comincia a recedere;
– portare crescita nelle vite dei partecipanti e l’eventuale preparazione di un talismano che contenga quest’ultima, perpetuandola nei mesi a venire.
Il fuoco di Brigantia rappresenta sia la fertilità della Terra che il fuoco del Sole. Entrambi gradualmente guadagnano forza man mano che si allungano i giorni. L’accensione dei falò o delle candele sono un’espressione di incoraggiamento magico a queste forze crescenti, oltre che un segno di gioia per la luce più abbondante.

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